
Viviamo tutti un inganno, una illusione che centuplica fraintendimenti e che si radica nella convinzione che essere adulti sia una questione di anagrafe, che insomma ci pensi il tempo a far maturare consapevolezze e abilità.
Purtroppo (o per fortuna) non è così.
Sposando io un punto di vista profondamente relazionale, sono consapevole del fatto che la nostra crescita e maturazione sia legata a doppio filo a quanta sintonizzazione emotiva abbiamo potuto esperire in famiglia nei primi anni di vita.
Se abbiamo avuto la fortuna di crescere in un ambiente supportivo e sano, capace di ascolto, rispecchiamento e cura ma anche capace di fornirci sane occasioni di frustrazione ottimale, si sono create dentro di noi le basi affinché il nostro sviluppo avvenisse in modo sano ed equilibrato, seguendo tempi e modi che sono individuali ma che sempre rispondono alla spinta evolutiva e trasformativa che tutto pervade.
Se invece questa fortuna non l’abbiamo avuta (ed è molto probabile sia così perché i traumi non risolti si trasmettono alle generazioni successive) la nostra relazione di attaccamento primaria non sarà sicura e da qui discenderanno a cascata tutta una serie di convinzioni e visioni del mondo e delle relazioni destinate a condizionare pesantemente la nostra esistenza.
La buona notizia sta nel fatto che consapevolizzarlo può essere il primo passo verso il cambiamento radicale.
Con le giuste condizioni relazionali, infatti, lo sviluppo psicologico ed emotivo che ha subito un arresto a causa di ripetute mancate sintonizzazioni quando eravamo bambine e bambini può riprendere vigore e trasformare radicalmente la nostra vita, liberandola da condizionamenti infantili e visioni distorte della realtà.
E’ li, in quel momento, che riprendiamo a fluire come un corso d’acqua che sia stato lungamente deviato e bloccato da sedimenti traumatici, trascuratezza, a volte abusi.
Ma c’è dell’altro e ha a che fare con la fiducia tradita di un bambino o una bambina che non si sono sentiti accuditi o visti nei loro bisogni di nutrimento (a vari livelli), affetto e vicinanza. Questo grumo di dolore è infatti spesso una delle condizioni che alimentano un altro falso mito della nostra società: l’iper indipendenza cosmica.
L’iper indipendenza cosmica è per me un insieme vario (e tossico) di convinzioni che affondano le radici in un individualismo accanito e sfrenato che ci fa (illudere) di non aver bisogno di niente e nessuno, inseguendo il mito della persona “autosufficiente e realizzata dentro alla sua bolla esistenziale”.
Spesso si tratta di persone che per sopperire a questa grave mancanza di relazionalità, vicinanza e affetto sviluppano varie dipendenze (assai gradite al nostro sistema sociale) e che fuggono a gambe levate davanti alla possibilità di stringere legami e relazioni profonde, intime e soprattutto autentiche.
Questo accade proprio perché chi non ha potuto dipendere in modo sano ed equilibrato da bambina o bambino dai propri caregiver, in età adulta svilupperà il rifiuto per la dipendenza (spesso cadendo in realtà in atteggiamenti di codipendenza affettiva se non di abuso di sostanze, acquisto compulsivo, dipendenza da sesso, gioco, lavoro e tutti i surrogati che potete immaginare in materia).
Chi invece ha potuto esperire e crescere con un sano senso di dipendenza in età infantile (o lo ha potuto recuperare e sperimentare in terapia, con un maestro, una persona cara) non ha paura di dipendere perché profondamente consapevole del fatto che noi tutti dipendiamo da cause e condizioni esterne, del tutto indipendenti dalla nostra volontà.
Se è vero che nasciamo da una relazione, è sempre questa a forgiare il nostro carattere e a sviluppare percorsi esistenziali di senso aprendoci porte o chiudendocele per sempre in faccia…. tanto vale realizzarlo, comprenderlo e incarnarlo.
Da questo presupposto teorico nasce una delle quattro voci della Mindwoodness® ossia Radici di cura che è un residenziale nel quale si ripercorrono le tappe evolutive che hanno fatto maturare i condizionamenti infantili nei quali siamo ancora irretiti.
I condizionamenti familiari sono spesso il frutto di traumi irrisolti nell’albero genealogico che tendono a ripetersi e a riproporsi nelle generazioni successive condizionando pesantemente le persone che anziché vivere la propria storia personale, scoprire i propri talenti e aprirsi alla vita, si vedono costrette a ripercorrere i vicoli ciechi e le vite condizionate dei propri antenati.
Abitare questi principi e approfondirli con ottica Mindwoodness® ha significato per me interrogarmi anche sul valore terapeutico della relazione con la Natura perché se conveniamo sul fatto che persino il temperamento non è qualcosa di innato ma di strettamente legato all’epigenetica ossia alla qualità delle relazioni e dell’ambiente in cui viviamo, l’essersi allontanati dalla natura e aver smesso di parlarne gli alfabeti è senz’altro qualcosa che ha influito negativamente sul nostro sviluppo.
Da questo punto di vista la Mindwoodness® e i suoi successivi linguaggi, ci aiutano a ristabilire un contatto diretto, spontaneo e vitalizzante con la natura attraverso l’apertura dei sensi che per primi hanno condizionato l’evoluzione del nostro senso identitario.
Nei percorsi Radici di cura ci occupiamo quindi da un lato di ripercorrere le tappe evolutive personali e familiari attraverso un approccio sistemico e profondamente somatico e dall’altro a consapevolizzare e attraversare le nostre zone d’ombra senza combatterle ma semmai nutrendole e trasformandole attraverso la pratica Nutri i tuoi Demoni®.
Tutte le esperienze si svolgono in totale e profonda connessione con la natura che ha, tra gli altri, il compito di risvegliare potenzialità relazionali sostenendo lo sviluppo delle nostre risorse in modo concreto.
Di questo e altro vi vorrei parlare giovedi 2 maggio in un incontro gratuito su zoom nel quale esplorare da vicino la potenzialità di questo approccio e acquisire strumenti concreti per la cura e il sostegno alla crescita di parti di noi che questo tipo di sintonizzazione non l’hanno mai ricevuta, motivo per cui non si sono potute sviluppare.
L’incontro fa parte del ciclo gratuito di Conversazioni con la Natura e il cuore umano (gli incontri passati li trovate sul mio canale Youtube).






