
Agosto si dimena nel chiasso di una montagna affollata e di strade per il mare che sbuffano sotto al sole cocente.
Mi rintano al fresco della selva e raccolgo corpo e pensieri in pomeriggi interrotti dal cicaleggio costante mentre la notte scende silenziosa a stendere il suo manto di stelle sulla mia testa.
Sono giorni di riposo anche se continuo a ricevere pazienti, perché il tempo d’agosto è un tempo liquido, senza forma, un tempo pigro, morbido, dilatato.
Si misura nello spazio del sonno e dei sorsi di te freddo e del movimento lento per non destare il senso di calore. Il tempo d’estate ha il sapore dei bagni al fiume che rigenerano la pelle e il cuore, dei morsi alle pesche succose di Cinzia e delle mattine al mercato a scovare, tra il profumo di basilico e quello di pomodoro, lo spazio per due parole da riporre con cura nel cesto delle insalate.
E’ un tempo semplice, che lascia spazio a tutto ciò che solitamente comprimiamo sotto la spinta del fare e del pensare, del produrre e dimostrare.
Per me è anche un tempo dilatato e selvatico nel senso che non si fa addomesticare, non cede alla lusinga del mare ma cerca spazi quieti e privati all’ombra del carpino, si disseta con anguria e menta, sa dosare le parole e l’esposizione al sole come quella alle persone perché il ritirarsi sta all’incontro profondo con l’altro come l’inspiro sta all’espiro: si appartengono, si sfiorano, si nutrono vicendevolmente, non ci sarebbe l’uno senza l’altro.
L’estate chiede spazi privati proprio perché centuplica le occasioni di incontro nei paesini che si vestono di piccole luci nelle vie per lo più anonime che in questa stagione conoscono feste e parole e io non smetto di stupirmi nello scoprire ogni volta scorci di vita di paese, storie di resistenti appenninici e di fiere genti apuane che continuano a vivere una vita autentica al riparo dalle lusinghe del confort cittadino
Amo molto la quiete che riesco ad abitare nel mese più affollato dell’anno e sono molti gli spunti che sono emersi, in modo del tutto naturale, in questo sgranare giorni come un rosario che si impasta di auspici, desideri, sogni.
Agosto ha il passo lento.






