Qualcosa che regali quel momento

da | Nov 23, 2015 | Supporto psicologico

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Non è questione di avere successo o diventare ricchi, ma fai qualcosa, qualcosa che ti regali Quel momento.

Ieri sono andata a vedere Andrea recitare.

Andrea è un attore, anzi no: è un uomo poliedrico dai tanti talenti e  dagli svariati interessi, che si è rivolto a me per dare forma a una comunicazione coerente e in linea con i suoi valori.

Abbiamo iniziato a lavorare da poco, eppure sembra già piuttosto chiaro che intorno a lui gravita un universo di mondi paralleli, collegati tra loro dalla sua passione per lo stare con lo persone. Si, Andrea è appassionato di storie e linguaggi, attimi e incontri, vite vissute e cose imparate. Come tradurlo in comunicazione?

Sembra difficile capire come collegare le sue tante attività in un insieme coerente e rilevante per chi lo legga. Ancora più difficile al momento sembra essere l’identificazione del suo pubblico di riferimento.

A chi parla quando recita? E quando fa formazione? Perché fa questo lavoro? Si, certo, il piacere di condividere momenti ed emozioni con le persone ma quale è la motivazione sotterranea? Quella profonda? Anche perché, diciamoci la verità, le decisioni di acquisto oggi non sono meramente  solo legate a un’idea di consumo (nel caso di Andrea poi la cosa è ancora più evidente): c’è dell’altro.

Come sostiene Giuseppe Morici   nel suo “Fare marketing rimanendo brave persone“, oggi l’acquisto è mosso anche dal desiderio di costruire una propria identità, un senso di narrazione per se stessi e per gli altri, ed ecco che torniamo a parlare di valori.

Per farmi un’idea meno confusa e più vicina al suo sentire, sono andata a vedere Andrea.

Oggi è andato in scena in una esperienza che lo rappresenta piuttosto bene: ha scritto uno spettacolo itinerante che interpreta insieme ad Alessandra. In questa esperienza, Andrea porta per mano le persone, le guide alla scoperta di una storica villa e lo fa  con una passione che avevo intuito ma che volevo vedere, ascoltare e respirare, per poi allenarlo a raccontare.

Si, oggi ho capito che non solo non posso prescindere dalla biografia delle persone che vengono da ma ma anche che ho bisogno di vederle all’opera.

Che la storia personale fosse importante anche a fini comunicativi, l’ho capito sulla mia pelle, quando si è trattato di ripartire da zero, di rialzarsi dopo 18 anni di vita vissuta e spesa in un progetto che è finito.

In quell’occasione ho capito che la storia personale di ognuno di noi,  è importante perché aiuta a ricostruire pezzi che spesso manchiamo di considerare,  a individuare possibili sabotaggi e  zone di ristagno delle nostre risorse e quindi si, anche a mettere a fuoco cosa attivare per attivarsi.

Osservare le persone all’opera, vederle muoversi, ascoltarle parlare, cogliere guizzi e bagliori che le abitano, mi aiuta  a sintonizzarmi sui loro “perché”, sull’aspetto motivazionale del loro lavoro  e valorizzare aspetti del loro fare  che spesso  esse stesse faticano ad esprimere durante l’ora di consulenza.

Il problema è culturale ed è legato al vissuto delle persone ma il fatto è che se non ci prendiamo la briga di guardare oltre, di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, la nostra comunicazione rischia di appiattirsi e con lei le nostre scelte, la nostra vita.

Stare connessi al senso profondo del fare, è un rimanere collegati al senso stesso della vita: ci regala radici su cui contare e ali per volare. E’ un modo per realizzare con chiarezza da dove veniamo e dove siamo diretti: nel mezzo ci siamo noi, con le nostre scelte più o meno consapevoli e con un crescente desiderio di responsabilizzarci rispetto alla qualità della nostra vita.

Nei miei percorsi questo tema lo affronto sempre, perché è dal proprio potere personale che si parte. Il viaggio con me somiglia al viaggio dell’eroe di Campbell perché si fa i conti con sabotaggi interni, con paure, con difficoltà esterne nel mentre che ci si appropria di un nuovo linguaggio che apre a nuove opportunità.

Anche per questo sostengo che la comunicazione è generativa: perché crea senso di appartenza. Il marketing crea significati rilevanti per le persone e per la loro vita, anche attraverso racconti coinvolgenti, che abbiano un senso per chi li legge, contribuendo alla costruzione del loro senso di identità.

Dove risiede il senso di ciò che crea Andrea? In che modo la sua emozione può raggiungere altri e coinvolgerli in un  racconto di sé significativo? E’ “solo” intrattenimento il suo? O lavora anche sul piano del saper essere?

La storia continua…

 

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CIAO, IO SONO FRANCESCA

Sono una psicologa clinica, forest bathing trainer e mindfulness counselor.
Ho approfondito il mio interesse per l’ecopsicologia con un master in Ecoterapia e Ecologia del profondo, ma soprattutto con la scelta di vivere in un bosco.

Attualmente sono specializzanda presso l’Istituto di Psicanalisi Relazionale e Psicologia del Sé a Roma.

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Ho una laurea magistrale in psicologia clinica e dinamica, nella quale ho approfondito i benefici dell’ecoterapia e delle immersioni sensoriali nel bosco, associati alla Terapia Focalizzata sulla Compassione di Gilbert e all’ecologia del profondo. Sono coautrice dell’articolo “La psicanalisi e gli spazi verdi”, contenuto all’interno del libro Salvarsi con il verde – la rivoluzione del metro quadro vegetale che mette in luce gli aspetti terapeutici della natura in una seduta psicoanalitica.

Mi sono diplomata facilitatrice del metodo Feeding Your Demons® con Lama Tsultrim Allione, che ne è la creatrice. Si tratta di una pratica che consente un lavoro approfondito sugli aspetti distruttivi della nostra psiche, con una lettura che integra lo Dzog Chen a un lavoro gestalitico sui blocchi interiori.

Lama Tsultrim è una insegnante di buddhismo di livello internazionale oltre che l’autrice di numerose pubblicazioni. Si concentra sugli insegnamenti di Dzog Chen e sul lignaggio di Machig Labdrön, fondatrice del lignaggio Chöd.

Al Tara Mandala Center, in Colorado (USA)  ho approfondito le relazioni tra psicodharma e psicologia occidentale  acura di Lama Tsultrim Allione, da cui ho ricevuto l’iniziazione alla pratica del mandala delle dakini, con un focus specifico sul femminile illuminato.

Sono insegnante certificata di EcoNidra, con un focus specifico sulle tecniche di rilassamento in natura a indirizzo psicosintetico e sulle pratiche di consapevolezza negli stati ipnagogici.

Sono allieva della Bert Hellinger Schule, una scuola di formazione orientata ai contenuti e alle intuizioni della Hellinger Sciencia®, la scienza di tutte le nostre relazioni, fondata da Bert Hellinger, padre delle costellazioni familiari praticate e insegnate in tutto il mondo.

Ho frequentato  il  Compassion Focused Therapy – Training di 1° livello del   “Compassionate Mind – Italia”, emanazione della Compassionate Mind Foundation Inglese di Paul Gilbert.

Ho coltivato il mio interesse per l’espansione degli stati di coscienza a scopo terapeutico,  frequentando l’Awakened Mind Training presso l’Arthur Findlay College, Londra (UK), dove tutt’ora approfondisco e pratico la mediumship.

Ho studiato e praticato il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep con Charley Morley insegnante di sogno lucido e autore, tra gli altri, del libro Wake Up to Sleep: una guida pratica per trasformare stress e trauma e ristabilire un buon equilibrio emotivo. Il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep aiuta a ridurre lo stress prima di coricarsi e  a ottimizzare la qualità del sonno.

Ho approfondito gli studi con Joanna Macy alla School for The Great Turning, che mette in evidenza i punti di incontro tra saggezza personale, ecologica e spirituale per rafforzare il self empowerment e incoraggiare la guarigione del pianeta.