Trovare casa nel corpo

da | Mar 12, 2020 | Supporto psicologico

Il momento che stiamo vivendo ci chiede a gran voce di “tornare a casa“, all’essenza, a quel luogo di quiete e amorevole accoglienza da cui  tutti proveniamo e che ci abita nel cuore.

A volte questo luogo è evidente e ben nutrito da attenzione, ascolto e consapevolezza, altre volte continua ad abitarci a nostra insaputa, nascosto da macerie e storie del passato, come fanno le braci sotto le ceneri di un fuoco che sembra spento ma mantiene il suo calore.

Certo è, che è a quel centro di attenzione, cura, ascolto profondo e consapevolezza che dobbiamo imparare a rivolgerci, oggi più che mai, per trovare conforto, senso di appartenenza, capacità di “stare” mentre fuori impazza la tempesta emotiva.

È necessario comprendere che tutte le nostre reazioni a persone, situazioni o pensieri, sono in realtà reazioni al tipo di sensazione fisica che sta emergendo nel nostro corpo.

Tutto il nostro vorticare di pensieri reattivi, emozioni e comportamenti, deriva da questa attivazione e quando le sensazioni non sono riconosciute, le nostre vite si perdono in una cascata di reattività: ci dissociamo dalla presenza vivente, dal nostro cuore.

Per risvegliarci da questa trance, la prima cosa è tronare a casa, tornare ad abitare il corpo.

La dissociazione, anche se ci protegge, crea sofferenza.

Rifiutando il dolore e allontanandoci da casa, sperimentiamo la malattia della separatezza, della solitudine:  ansia, tristezza e vergogna.

La buona notizia è che è possibile tornare a casa, in ogni momento, a patto lo desideriamo e che  per riuscirci basta davvero poco. 

Possiamo iniziare adesso, cercando di sederci comodamente sulla sedia o su un cuscino a gambe incrociate, avendo cura semplicemente di tenere la schiena eretta ma non rigida.

Se siamo su una sedia, suggerisco di non poggiare il dorso sullo schienale, per evitare eccessivo rilassamento ma neanche di forzare eccessivamente ed artificiosamente  la schiena in posizione eretta. Abbiamo bisogno di essere presenti ma non eccessivamente controllanti e neanche troppo rilassati per tenere a bada il torpore che di tanto in tanto verrà a farci visita.

Abbiamo bisogno di tornare ad accorgerci, a sentire, a partecipare dell’infinito avvicendarsi di sensazioni, emozioni, pensieri che avviene nella nostra mente/corpo senza sviluppare attaccamento per niente in particolare.

Vogliamo essere testimoni di ciò che accade, tutto qua.

In poche parole, non è necessario credere a tutto ciò che la nostra mente ci suggerisce, possiamo lasciare che continui la sua incessante opera di catalogazione sullo sfondo, concentrandoci sul nostro corpo, sul respiro, sull’aria che entra e che esce, allenando due delle qualità che ha la nostra attenzione, quella di focalizzarsi su un punto, pur rimanendo aperta, accogliente.

Provate oggi a dedicarvi anche solo 10 minuti a questa semplice pratica: accorgersi del respiro, accorgersi che abbiamo un addome che si alza e che si abbassa, scoprire che qualità ha il nostro respiro. Possiamo iniziare con il chiederci se il respiro è breve e rapido s si  ferma al torace,  o se è lungo e profondo e scende fino all’addome.

Provate: è meno banale di quanto sembri perché il punto è che finiamo con il raccontarci che sono banali una infinità di cose che non lo sono, concentrandoci selettivamente su ciò che non va bene, non ci piace. o desideriamo spasmodicamente, condannandoci a una vita in fuga da qualcosa  o alla perenne frustrante ricerca di nuove conquiste mentre la vita, diciamolo, è adesso.

Questi giorni che senza preavviso ci hanno momentaneamente tolto molte delle routine che ci sembravano banali, facendoci assaporare ancora di più e ancora meglio il senso di impermanenza che tutto governa, hanno il grande merito a mio avviso di aiutarci a tornare a considerare la nostra fortuna mediamente ignorata e di indirizzarci verso uno stile di vita più onesto, più orientato a incarnare profondamente i nostri valori, le nostre necessità, preservando ciò che per noi davvero conta e imparando a lasciare andare il superfluo.

Abbiamo bisogno di distillare dalle nostre vite l’essenziale, purificandoci, iniziando a farlo con un respiro consapevole che può portare conforto, alleggerire, creare uno spazio di accoglienza nuovo e inaspettato, ricondurci a contattare emozioni sedimentate e “raggomitolate” in qualche angolo del nostro corpo.

Dobbiamo tornare ad “accorgerci”, a vedere con occhi nuovi, a imparare un linguaggio semplice, diretto, immediato, capace di creare ponti dove prima vedevamo muri.

Perché la tua sofferenza è anche la mia sofferenza: desideriamo entrambi essere felici.

Qualcosa risuona in quello che hai letto?

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CIAO, IO SONO FRANCESCA

Sono una psicologa clinica, forest bathing trainer e mindfulness counselor.
Ho approfondito il mio interesse per l’ecopsicologia con un master in Ecoterapia e Ecologia del profondo, ma soprattutto con la scelta di vivere in un bosco.

Attualmente sono specializzanda presso l’Istituto di Psicanalisi Relazionale e Psicologia del Sé a Roma.

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Ho una laurea magistrale in psicologia clinica e dinamica, nella quale ho approfondito i benefici dell’ecoterapia e delle immersioni sensoriali nel bosco, associati alla Terapia Focalizzata sulla Compassione di Gilbert e all’ecologia del profondo. Sono coautrice dell’articolo “La psicanalisi e gli spazi verdi”, contenuto all’interno del libro Salvarsi con il verde – la rivoluzione del metro quadro vegetale che mette in luce gli aspetti terapeutici della natura in una seduta psicoanalitica.

Mi sono diplomata facilitatrice del metodo Feeding Your Demons® con Lama Tsultrim Allione, che ne è la creatrice. Si tratta di una pratica che consente un lavoro approfondito sugli aspetti distruttivi della nostra psiche, con una lettura che integra lo Dzog Chen a un lavoro gestalitico sui blocchi interiori.

Lama Tsultrim è una insegnante di buddhismo di livello internazionale oltre che l’autrice di numerose pubblicazioni. Si concentra sugli insegnamenti di Dzog Chen e sul lignaggio di Machig Labdrön, fondatrice del lignaggio Chöd.

Al Tara Mandala Center, in Colorado (USA)  ho approfondito le relazioni tra psicodharma e psicologia occidentale  acura di Lama Tsultrim Allione, da cui ho ricevuto l’iniziazione alla pratica del mandala delle dakini, con un focus specifico sul femminile illuminato.

Sono insegnante certificata di EcoNidra, con un focus specifico sulle tecniche di rilassamento in natura a indirizzo psicosintetico e sulle pratiche di consapevolezza negli stati ipnagogici.

Sono allieva della Bert Hellinger Schule, una scuola di formazione orientata ai contenuti e alle intuizioni della Hellinger Sciencia®, la scienza di tutte le nostre relazioni, fondata da Bert Hellinger, padre delle costellazioni familiari praticate e insegnate in tutto il mondo.

Ho frequentato  il  Compassion Focused Therapy – Training di 1° livello del   “Compassionate Mind – Italia”, emanazione della Compassionate Mind Foundation Inglese di Paul Gilbert.

Ho coltivato il mio interesse per l’espansione degli stati di coscienza a scopo terapeutico,  frequentando l’Awakened Mind Training presso l’Arthur Findlay College, Londra (UK), dove tutt’ora approfondisco e pratico la mediumship.

Ho studiato e praticato il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep con Charley Morley insegnante di sogno lucido e autore, tra gli altri, del libro Wake Up to Sleep: una guida pratica per trasformare stress e trauma e ristabilire un buon equilibrio emotivo. Il protocollo Mindfulness of Dream & Sleep aiuta a ridurre lo stress prima di coricarsi e  a ottimizzare la qualità del sonno.

Ho approfondito gli studi con Joanna Macy alla School for The Great Turning, che mette in evidenza i punti di incontro tra saggezza personale, ecologica e spirituale per rafforzare il self empowerment e incoraggiare la guarigione del pianeta.