
“Il viaggio non solamente allarga la mente: le dà forma.”
Chatwin
Non si cammina mai solo un luogo, ma si cammina attraverso il respiro delle stagioni, il mutare dell’ambiente e dei nostri stessi cambiamenti, attraverso la propria memoria, attraverso i segni e la memoria delle altre generazioni. Solo il cammino sembra in grado di unire in un’unica esperienza fisica lo spazio e il tempo. Nessun altro tipo di movimento può restituire questa sensazione, anzi, maggiore è la velocità, più la percezione se ne allontana.
La scissione dello spazio dal tempo è del resto “invenzione” che dobbiamo all’agricoltura, ed è conseguenza inavvertita della rivoluzione neolitica, circa diecimila anni fa. Nel coltivare e conservare cereali non ci assicuravamo solo un nuovo più vantaggioso modo di sopravvivenza; ci donavamo anche un’idea di un tempo senza lavoro e senza movimento mentre la sedentarietà, dovuta alla scelta dei campi e dei silos, scindeva il luogo dove vivere dal viaggio e dal movimento. Il luogo era diventato l’elemento vitale, sostituendo il movimento a cui avevamo affidato fino ad allora il nostro destino di cacciatori-raccoglitori. “La vita è adesso e altrove” aveva scandito sino ad allora il nostro tempo, il nostro cammino, e improvvisamente diventava “la vita è qui, adesso e per sempre“. Così, scegliendo la civiltà, inconsapevolmente rifiutavamo anche parte della nostra profonda natura. Era avvenuta la separazione tra le civiltà degli agricoltori e le società degli pastori: Caino era diventato avversario di Abele che restava il prediletto del Signore.
Le antiche vie sono le vie sapienziali che fin dall’antichità dei tempi si sono percorse.
Sentieri fatti di ascolto, immersione profonda nella natura, sintonizzazione sui segni e sui sogni che sempre parlano al nostro inconscio attraverso una lingua muta ma non per questo inconoscibile, anche se arcana ai più.
Le antiche vie dei passi sono modi di guardare al mondo, di narrarlo narrandosi storie di senso attraberso il mito, il racconto orale, la capacità di accostarsi al vivente in cerca di meraviglia.
In questi tre giorni attraverseremo, camminandole, le tre dimensioni: Sacro, Corpo e Natura attraverso narrazioni, esperienze sensoriali, immersione profonda nel bosco e nel fiume e momenti in solitaria per gustarsi l’esperienza del sentirsi natura.
COSA FAREMO
In questi 3 giorni in natura esploreremo il potenziale creativo e curativo dell’indagine psicologica legata al mito e ai suoi archetipi attraverso pratiche meditative profonde, azioni selvatiche e momenti di connessione con la foresta.
Il tutto sarà legato insieme dal cammino, metafora ancestrale del nostro esserci e vercare la via, i significati capaci di restituirci un senso di appartenza che vivifichi, risuoni, risvegli dal quotidiano torpore.
L’approccio
Mindwoodness® che propongo è
un insieme creativo ed eclettico di approcci uniti dallo sguardo psicoanalitico relazionale che tiene insieme ecoterapia, mindfulness, movimento sensibile e narrazione poetica.
DOVE E QUANDO
Il residenziale si terrà sui sentieri della Valleriana nel comune di Pescia (PT), a spasso tra le 10 castella che la caratterizzano, punteggiando il paesaggio con storie e tradizioni antiche.
L’esperienza, a numero chiuso, inizierà il venerdì 23 maggio alle ore 16.30 e terminerà alle ore 15.00 di domenica 24 maggio. e ha un costo di € 180,00
.
Per chi desiderasse indicazioni su dove alloggiare usufruendo dello spirito dei luoghi e di una accoglienza genuina, sono disponibile a fornire recapiti di strutture locali.
LE ISCRIZIONI CHIUDONO IL 15 MAGGIO E IL GRUPPO E’ A NUMERO CHIUSO, MASSINO 4/6 PERSONE!